Vicenza, al lago di Fimon è allarme per le alghe: «Fa troppo caldo»

L'ALLERTA. L'assessore provinciale preoccupato anche per i pesci. Via allo sfalcio delle erbe acquatiche. «La siccità comporta un basso ricambio d'acqua e le temperature alte mettono a rischio la fauna ittica»

dal Giornale di Vicenza 31/03/2012
 

Vicenza. Acqua calda e bassa a rischio microalghe. Anche il Lago di Fimon subisce le conseguenze della siccità e delle alte temperature dell'ultimo periodo, soprattutto se queste dovessero continuare durante tutta la stagione estiva.  Lo spiega Paolo Pellizzari, assessore provinciale alle risorse idriche, ieri a Fimon per lo sfalcio delle “macroalghe”, ovvero nannufero, ninfea e millefoglie d'acqua (mirofillum).  L'operazione è condotta dal Consorzio di bonifica Alta pianura veneta, con la collaborazione dell'università di Parma, sulla parte di lago antistante la baracchina e le spiaggette, in tutto circa il 3 per cento della superficie. Il meccanismo è semplice: le alghe vengono sminuzzate con una motosega elettrica montata su una barca, poi un enorme “rastrello” le conduce a riva e una benna le carica sul camion, pronte per diventare compost. Dove la benna non può arrivare a raccogliere è invece un operatore su una barca. «Abbiamo coinvolto l'università - spiega l'assessore Pellizzari - per verificare che questa operazione non avesse un impatto negativo, ma la valutazione d'incidenza ambientale ha confermato che non provoca danni rilevanti. Per lo sfalcio sono poi stati studiati periodi nei quali non si riproducono né i pesci né la fauna che nidifica ai margini del lago. Per questo lavoro devo ringraziare gli uomini del Consorzio, che l'anno scorso hanno lavorato gratis, mentre quest'anno pagheremo solo le spese, per un totale di 40 mila euro». Lo scopo dell'operazione è quello di evitare che lo specchio d'acqua si “chiuda” a causa della sedimentazione delle alghe, pericolo però non imminente, visto che negli ultimi 100 anni la profondità è diminuita di un metro, ma che potrebbe verificarsi tra almeno due secoli. CALDO E MICROALGHE. «Un problema - continua l'assessore - riguarda invece le microalghe, che si formano d'estate, soprattutto in presenza di alte temperature, annunciate per la stagione che sta iniziando. Se fioriscono in grande quantità, decomponendosi e depositandosi sul fondo assorbono l'ossigeno nell'acqua e causano l'asfissia dei pesci. Fimon è basso e abbiamo paura che l'acqua si intorbidisca». Cosa che, tra poco, accadrà comunque nell'area non bonificata dalle “macroalghe” che si sviluppano al massimo tra maggio e giugno e che, come spiega Daniele Longhi, del dipartimento di scienze ambientali università di Parma, «hanno un ruolo ecologico importante per uccelli e pesci. Per questo l'intervento deve essere meno impattante possibile». CALDO E PESCI. A rischio, se le temperature dovessero essere troppo elevate, sarebbero anche i pesci. «La siccità comporta un basso ricambio d'acqua e le temperature elevate mettono a rischio la fauna ittica. L'anno scorso abbiamo trovato morte un centinaio di lucci femmina di 5/6 chili l'una. Il luccio rappresenta il primo anello della catena alimentare e che muoia è un segnale preoccupante.  Hanno infatti un valore biologico che crea continuità e sono al centro di un programma di ripopolamento. Sia questa specie che le carpe sono quindi oggetto di pesca “no kill”, ovvero vengono rimandate in acqua vive e pescate senza ami a uncino che possano danneggiare il pesce». INVASORI. Meno attenzioni sono riservate ai pesci siluro, che infestano il lago. «Anche quest'inverno è stata effettuata una pesca selettiva di questi pesci - conclude Pellizzari - che poi sono stati spediti vivi ai laghetti sportivi tedeschi. Un segnale positivo registrato è che in tre uscite ne sono stati catturati solo 20 e della lunghezza media di 80 cm e peso medio di 3 chili, quantità e pezzatura minori rispetto al passato. Ciò conferma che stanno costantemente diminuendo. Nei primi anni '90 c'erano quasi solo loro nel lago ed erano arrivati a fenomeni di cannibalismo.  Una femmina, infatti, produce fino a 130-150mila uova. Tra un po' inizierà poi anche la caccia al gambero della Louisiana».

Maria Elena Bonacini

 

 

18-20 febbraio 2012

 

PESCARE SHOW - Salone internazionale della pesca sportiva

 

Dal 18 al 20 Febbraio si terrà Pescare Show salone dedicato al mondo della pesca tradizionale, della pesca a mosca e dello spinning in acqua dolce e in mare, Pescare Show è una tappa obbligata per gli appassionati del settore.

La manifestazione può contare sulla presenza dei maggiori marchi e su una vasta esposizione di attrezzature e articoli per la pesca sportiva. Numerosi sono gli eventi, le attività, le mostre d’arte dedicate alla pesca o ad attrezzature storiche e gli incontri organizzati in collaborazione con i più importanti club di pesca.

Rimane consolidata la presenza delle associazioni e delle scuole di pesca, impegnate nella dimostrazione dei lanci in ampie casting pool da 15 mt per lo spinning e la pesca a mosca. Non mancano infine le aree dedicate alla costruzione di mosche artificiali, dove i migliori costruttori italiani organizzano dimostrazioni e corsi di costruzione per i più giovani.

In contemporanea con HUNTING SHOW

 

Salone dedicato al mondo della pesca tradizionale, della pesca a mosca e dello spinning in acqua dolce e in mare, Pescare Show è una tappa obbligata per gli appassionati del settore.

La manifestazione può contare sulla presenza dei maggiori marchi e su una vasta esposizione di attrezzature e articoli per la pesca sportiva.

Numerosi sono gli eventi, le attività, le mostre d’arte dedicate alla pesca o ad attrezzature storiche e gli incontri organizzati in collaborazione con i più importanti club di pesca.

Rimane consolidata la presenza delle associazioni e delle scuole di pesca, impegnate nella dimostrazione dei lanci in ampie casting pool da 15 mt per lo spinning e la pesca a mosca.

Non mancano infine le aree dedicate alla costruzione di mosche artificiali, dove i migliori costruttori italiani organizzano dimostrazioni e corsi di costruzione per i più giovani.

 

 

Altre info e Biglietto ridotto:

http://www.pescareshow.it/nqcontent.cfm?a_id=1113

 

 

 

 

 

 

 

 

Fishing Show a BolognaFiere. Dal 24 al 27 febbraio 2012. 

 

 

Libera la tua passione, lo slogan che contraddistingue l’edizione 2012 del Fishing Show vuole essere anche il motivo di fondo stesso dell’intera manifestazione. Il Salone della pesca sportiva giunge alla sua sesta edizione. Un risultato di longevità che gli deriva non solo dal valore intrinseco del salone espositivo, ma anche e soprattutto dal fatto che si è oramai confermata come la kermesse della pesca in Italia. Non solo, ma per formula, contenuti, espositori ed iniziative, sempre più ogni anno si respira una atmosfera di internazionalità. Ne sono testimonianze non solo le presenza di addetti ai lavori e press straniere, ma anche gli appuntamenti istituzionali di carattere internazionale che contraddistinguono da alcuni anni l’appuntamento. Un obbiettivo, quello non dichiarato, ma nei fatti conseguito, far diventare l’evento il momento di sintesi dell’intero settore.
Anche per questa edizione del Fishing Show, il Salone della pesca sportiva in Italia, avrà luogo a BolognaFiere. Le date sono dal 24 al 27 febbraio 2012.
La quattro giorni di Bologna che si svilupperà tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.30 è ricca di partecipazioni qualificate con la presenza di tutte le aziende più rappresentative del settore. Non solo, ma tra dirette ed importate sono di fatto presenti tutte le più importanti realtà in campo internazionale.
Molte le conferme e tante le novità che caratterizzeranno questa edizione. In progressione tutti gli eventi ed iniziative saranno consultabili sul sito della manifestazione.
La manifestazione si svolgerà nella nuova sede del padiglione 36. Unico ingresso da porta Michelino con un padiglione di oltre 12.000mq completamente autonomo. Dunque ingresso a ridosso dei parcheggi all’uscita dell’autostrada e della tangenziale. All’interno del padiglione tutte le attività e le vasche dimostrazione. Le sale convegni, i servizi e la logistica, ristiranti e bar. Insomma tutto nello stesso stabile con la possibilità per i visitatori di accedere facilmente a tutte le iniziative senza mai uscire dal padiglione. Una novità interessante che renderà ancora più qualificata e gradevole la visita alla fiera.
Il Salone si snoda in un percorso dove è possibile entrare in contatto diretto con il personale e i prodotti della quasi totalità delle aziende italiane dedicate, siano esse produttrici o distributrici. Anche per tale ragione rappresenta un’importante occasione di carattere internazionale, perché è qui che gli operatori europei trovano tutti gli elementi e le strutture utili ad allacciare e consolidare i loro rapporti non solo commerciali. Del resto di anno in anno sono sempre più numerose le presenze internazionali di addetti ai lavori e della stampa specializzata.
Il Fishing Show abbraccia tutte le specialità e discipline che animano il mondo della pesca sportiva, dalla pesca in mare a quella delle acque interne, non tralasciando nessun aspetto anche delle meno note e visibili. Tali molteplicità e completezza rendono l’appuntamento con il Salone un’occasione imperdibile per ogni appassionato.
In una fase di grande specializzazione della pesca sportiva, un solo contenitore in grado di dare da sei anni a questa parte paritetica visibilità a ogni disciplina, costituisce un’occasione unica ed irripetibile per gli appassionati. Si tratta di aspettative che vanno a espletarsi soprattutto nell’offerta e nel lancio di molti prodotti, mettendo a disposizione innovazioni tecniche e tecnologiche che altrimenti gli appassionati avrebbero difficoltà a osservare e reperire. Non solo, ma la possibilità di partecipare ad iniziative a tutto campo come stage, convegni, dimostrazioni e corsi, non sono un complemento della parte espositiva ma la valorizzazione della stessa.
Ed è proprio la parte interattiva del salone espositivo che sarà ulteriormente arricchita e sviluppata a favore dei visitatori. Una parte interattiva potente e di grande respiro, permetterà a tutti gli appassionati di passare un’intera giornata all’interno della manifestazione. Un programma che farà, una volta di più del Fishing Show un grande ed unico evento oltre che una fiera.

 

http://www.fishingshow.it/evento/fishing-show-2012/

 

 


Foto proprietà Rizzo Andrea Foto proprietà Rizzo Andrea

IL LAGO. Dopo il ricorso al Tar dei privati

A Fimon chiosco e scivolo per barche.

Via ai lavori per l’imbarcadero, ma il naturalista Mezzalira chiede un regolamento per i visitatori e zone off- limits

 

Il Giornale di Vicenza - Giovedì 03 Giugno 2010

   

Tante alghe e piante al lago di Fimon. Per l’assessore è allarme
Al lago di Fimon, via ai lavori del nuovo imbarcadero. Lo ha annuncia l’assessore provinciale Paolo Pellizzari dopo quasi un anno di stop per un ricorso al Tar. Troveranno spazio panchine, sdraio, approdo per barche e un chiosco. E intanto il naturalista e biologo Francesco Mezzalira pone l’accento sul giusto equilibro tra fruizione ricreativa e conservazione dell’ecosistema e propone la creazione di piccole riserve dove proibire l’accesso al pubblico.
IMBARCADERO. Continua l’opera di riqualificazione del lago di Fimon voluta dall’amministrazione.
E si concentra sul tratto finale della strada che termina con un piccolo slargo da cui si accede al percorso circumlacuale riservato a pedoni e ciclisti. La Provincia ha infatti individuato il nuovo affidatario dell’area che, come da progetto presentato, realizzerà un nuovo imbarcadero. «Nella gara per la concessione dell’area - spiega Pellizzari - abbiamo chiesto anche la realizzazione di un nuovo imbarcadero, da inserirsi in un contesto ambientale di pregio, quindi con materiali naturali e da armonizzare con le opere di riqualificazione che già abbiamo eseguito sull’intera area del lago di Fimon».
PROGETTO. L’intervento comprende 3 opere: il pontile per l’approdo dei natanti, lo scivolo e un manufatto ad uso magazzino, informazioni, ristoro e wc. Il progetto, vecchio di un anno, era stato bloccato da un ricorso del privato. Ma il Tar si è espresso escludendo irregolarità della Provincia. E quindi ora potranno partire i lavori.
NATURALISTI. Sullo stato di salute del lago, “asfissiato” dalle alghe, come sostiene la Provincia che ha richiesto analisi tecniche per approfondire, interviene il naturlista e biologo, Francesco Mezzalira. «Ho effettuato un sopralluogo - spiega - sul problema alghe. In realtà, tale sviluppo appare concentrato essenzialmente in riva, in corrispondenza dei pontili e dove stazionano maggiormente i visitatori che gettano in acqua (come ho potuto osservare) notevoli quantità di cibo. Lo sviluppo algale, benché limitato, è indubbiamente antiestetico. Sono d’accordo con l’assessore Paolo Pellizzari sulla loro asportazione meccanica, dove e quando opportuno o necessario, senza esagerare. Ma soprattutto adotterei un regolamento per i visitatori del lago che ne riduca l’impatto ambientale, invitando a non gettare avanzi di cibo nell’acqua, effettuando più frequenti interventi di pulizia, e proibendo il campeggio sulle rive».
RISERVE. E continua: «In definitiva mi pare che il Lago non presenti problemi particolarmente gravi dal punto di vista ambientale. È comunque auspicabile un monitoraggio frequente, dal punto di vista sia chimico che biologico. Naturalmente è opportuno continuare le iniziative della Provincia per il contenimento delle specie di siluro, gambero rosso e nutria. Credo sia importante trovare il giusto punto di equilibrio tra fruizione ricreativa (pesca, navigazione, escursionismo) e conservazione dell’ecosistema, prevenendo le possibili fonti di inquinamento (agricolo e civile, oltre a quanto già segnalato) ed evitando iniziative (ad esempio raduni che prevedono grandi affollamenti. Sarebbe auspicabile anche la creazione di piccole “riserve” lungo le rive e nel bacino lacustre, nelle quali proibire l’accesso del pubblico e dei natanti per favorire aree per la riproduzione della fauna».

 

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Il lago di Fimon sta soffocando
I pesci muoiono asfissiati

AMBIENTE. La Provincia chiede analisi urgenti all'università di Parma. La denuncia del bacino di pesca, della Lega navale e dell'assessore «Nelle ultime due settimane asfissiati oltre 90 lucci»

 

Il giornale di Vicenza 29/05/2010

Silvano Folladore, presidente del bacino di pesca B mentre raccoglie le alghe che infestano il lago di Fimon.

 

Vicenza. «Il lago di Fimon sta morendo, soffocato dalle alghe. In poche settimane si è registrato un proliferare di ninfee, mucillagine e piante acquatiche come la "Miriofillum", che stanno togliendo ossigeno ai pesci, cancellando i canneti e persino impedendo le uscite delle imbarcazioni».
È allarme e l'assessore provinciale, Paolo Pellizzari, non nasconde la sua preoccupazione: «Non sappiamo dare una spiegazione a questa crescita abnorme. A breve affideremo l'incarico, coi pochi soldi che ci rimangono, all'Università di Parma per capire la causa e quindi riuscire a porre rimedio».
Ma, intanto, nel lago si muore. Silvano Folladore, presidente del bacino di pesca B (3mila soci) è sconsolato: «In meno di dieci giorni abbiamo ritrovato morti 93 lucci dai 60 ai 110 centimetri. Si tratta di esemplari meravigliosi. Per arrivare a un metro di lunghezza un luccio impiega 10 anni».
Una morìa che fa male al cuore di chi ama il lago e i suoi abitanti. Come Giorgio Xodo, presidente della Lega navale italiana che da una decina di anni è attiva anche a Fimon (oltre 500 soci, dal 2001 ha trasmesso la passione delle barche a 300 bambini e almeno 500 adulti). Xodo allarga le braccia: «Non possiamo più fare scuola vela in sicurezza nè per bimbi nè per adulti. Le ultime classi della media di Torri di Arcugnano hanno fatto mini giri. Tra qualche giorno sarà paralisi totale. Un canoista non può mettere nell'acqua la pagaia perché se la ritrova impigliata tra le alghe: questa è una situazione pericolosa. Se poi dovesse finire in acqua è ancora peggio, a meno che non sia un esperto nuotatore. Tutto è precipitato una quindicina giorni fa, da quando cioè abbiamo svolto l'ultima regata: allora la parte centrale del lago era ancora sgombra. Adesso si fa fatica a portare al largo una barca».
E ieri mattina Pellizzari e Xodo hanno voluto dimostrarlo: hanno imbarcato cronisti e telecamere e via, verso il centro del lago. Ma la meta non è stata raggiunta. La deriva e il timone erano rallentate dalle alghe. E lì, nell'acqua, oltre a piante e ninfee, galleggiava un pesce di poco meno di un metro. L'odore era poco piacevole.
Folladore ha una sua teoria che spiegherebbe quello che sta accadendo: «Le alghe producono ossigeno con la fotosintesi clorofilliana. Quindi, va tutto bene durante il giorno. Ma alla notte fino all'alba, queste smettono di produrre e "mangiano" ossigeno: le piante sono così numerose da creare difficoltà ai pesci che muoiono soffocati».
L'equilibrio del lago che dava ospitalità a centinaia di specie di flora e di fauna sta cambiando? C'è chi pensa di sì. «I canneti lungo la riva sono fortemente danneggiati - denuncia ancora Folladore - colpa delle alghe, ma anche delle nutrie: 96 quelle catturate lo scorso anno».
Il lago non è profondissimo. Nella parte centrale si arriva 3 metri e 30. La media è dei due metri. L'acqua già in questi giorni ha una temperatura molto elevata: sui 23 gradi. Insolito, dicono gli esperti. Ma cosa sta accadendo a Fimon? Neppure chi vive il lago tutti i giorni e lo conosce bene, come l'assessore Pellizzari, riesce a darsi spiegazioni: «Sono andate quasi distrutte le castagne d'acqua per le quali proprio l'anno scorso avevamo avviato un progetto di tutela - spiega l'assessore - A questo punto bisogna capire cosa è successo e poi agire. Di qui la richiesta di intervento all'università di Parma per capire le cause del fenomeno. Non solo. Al Consorzio di bonifica chiederemo di sistemare la canaletta che convoglia l'acqua dalla roggia della Valle dei Molini fino al lago: 100 litri al secondo di acqua fresca porterebbe ossigeno e abbasserebbero la temperatura. Ma per questo i tempi sono medio-lunghi».

Cristina Giacomuzzo

Allarme Fimon, il lago sta soffocando
«Alghe e mucillagini uccidono i pesci»

 

Il Giornale di Vicenza 28/05/2010

Uno scorcio del lago di Fimon

Vicenza. Lucci morti a decine che galleggiano tra un tappeto di alghe e mucillagini. Una distesa verde che sta coprendo tutto il lago di Fimon. E che toglie ossigeno all'acqua e ai pesci. Perfino le belle ninfee crescono troppo e invadono i canneti. Così la Provincia ha lanciato l'allarme: bisogna intervenire o il lago muore. In una nota l'assessore provinciale Paolo Pellizzari spiega che «il lago si sta atrofizzando. Ovvero sta morendo. La fioritura abnorme delle alghe, la presenza di mucillagine e l'espandersi delle ninfee sta togliendo ossigeno a tutto l'ambiente e determinato la scomparsa della castagna d'acqua. Inoltre anche il canneto si sta riducendo in modo preoccupante e da qualche tempo assistiamo ad una moria preoccupante di lucci, esemplari dai 50 ai 100 centimetri e dal peso considerevole».

Secondo il documento della Provincia si tratta di un vero e proprio bollettino di guerra: "Basta del resto una semplice occhiata: l'antico specchio d'acqua è oramai un tappeto verde senza soluzione di continuità. Ovunque spazi lo sguardo". «Fino a qualche tempo fa – continua Pellizzari – c'era appunto il canneto, la zona delle ninfee e, verso il centro, la parte acquatica che veniva impegnata per l'attività sociale dei pescatori e della Lega Navale. Ora non è più così, le alghe hanno invaso tutto rendendo praticamente impossibile, quando non pericolosa, la navigazione».

Prova ne sia, dicono da palazzo Nievo, la decisione presa dal presidente della Lega Navale Piergiorgio Xodo di lasciare alla fonda tutte le imbarcazioni dopo dopo l'ultima regata di qualche settimana fa. «Non si riesce più a navigare, neppure a pagaiare, e pertanto siamo stati costretti a scendere a terra. Abbiamo sospeso tutti i corsi a cominciare da quelli promozionali per scuole e piccini».

Bandiera bianca anche sul versante dei pescatori. E qui il rammarico diventa angoscia di fronte al drammatico spettacolo degli splendidi esemplari di luccio recuperati morti: «Novantasei in pochi giorni – sottolinea Silvano Foladore del Bacino zona Pesca B – e tutti di belle dimensioni. Questo lago è un patrimonio di tutti, vi sono 75 tonnellate di pesce in un'acqua che gli esami di Arpav hanno dichiarato addirittura potabile. Però la proliferazione in atto sta togliendo l'ossigeno al lago. Assistiamo a fenomeni inspiegabili, come la moria di cui sopra e la colonizzazione delle ninfee gialle a danno delle bianche, come se le prime stessero aggredendo le seconde. In più abbiamo dovuto sospendere la caccia al siluro ed al gambero killer, del quale, lo scorso anno, abbiamo catturato 3500 esemplari».

La soluzione più rapida per la Provincia sarebbe sfalciare periodicamente questo tappeto verde. «Sì – conclude Pellizzari – ma finché non veniamo a conoscenza delle cause di questo fenomeno rischiamo solo di mettere delle toppe. Per questo abbiamo contattato l'Università di Parma e spero che a breve il tutto si concretizzi in un protocollo d'intesa e successivamente in un'indagine serrata che ci consenta di trovare le soluzioni più idonee e poi di definire un Piano di gestione».