MAPPA DEL PESCATORE
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Documenti per esercitare la pesca sportiva
ANALISI AMBIENTALI
ANALISI AMBIENTALI
Analisi morfologiche e scelta delle stazioni di campionamento dell'iittiofauna.
La scelta delle stazioni in cui effettuare i campionamenti ittici rappresenta un punto fondamentale nella gestione complessiva degli interventi sul campo che sono quelli che richiedono lo sforzo,
anche fisico, maggiore. La razionalizzazione di questa fase porta ad ottenere dei risultati che sono rappresentativi di ambienti acquatici simili tra loro e perciò confrontabili. Nell'evoluzione
operativa della ricerca si è preferito gestire la massa di dati ambientali suddivisa per bacini idrografici nella zona montana. Tale scelta trova giustificazione nella peculiarità
ecologico-ambientale dei bacini nella loro porzione superiore corrispondente ai tratti vallivi, e, all'interno di ogni bacino, nella spiccata eterogeneità tra le porzioni sorgentizie e
infravallive.
Nel caso del F. Brenta a Nord di Bassano, la scelta delle stazioni di campionamento non è stata basata sull'analisi del cluster a causa della esiguità delle sezioni di rilevamento morfologico e
dell'omogeneità del corso d'acqua.
Per quanto riguarda la zona pedemontana, delle risorgive e della bassa pianura, si è operato rielaborando le caratteristiche ambientali in due sottogruppi di stazioni (vedi sopra). La decisione
di raggruppare le stazioni con larghezza media superiore o inferiore a 7 m è dipeso dal fatto che le operazioni di cattura con l'elettrostorditore si effettuano agevolmente in corsi d'acqua con
alvei che hanno larghezze medie inferiori a 7 m. Alvei più larghi possono essere campionati ma in maniera molto più difficoltosa.
La qualità biologica delle acque

Bacino del Brenta
La qualità biologica delle acque del F. Brenta è buona fino all'entrata di Bassano, mentre a valle si osserva un peggioramento per la riduzione della portata fluente, per l'entrata di scarichi di
due grossi depuratori consortili (II Classe di Qualità). A valle di Friola, la condizione migliora per l'effetto diluente delle risorgive che entrano nel fiume.
Situazione diversa la ritroviamo nelle rogge di derivazione che sono parzialmente artificializzate e soggette a varie forme di inquinamento.
Condizioni scadenti (III Classe di Qualità) sono state ritrovate nelle Rg. Rosà-Balbi e Vica-Cappella; nella Rg. Isacchina, Molina, Grimana V. e Trona-Michela la qualità biologica delle acque è
migliore (II Classe di Qualità).
Bacini dell'Astico-Tesina e del Leogra-Bacchiglione
La qualità biologica delle acque del Fiume Bacchiglione risulta alterata già nel tratto in cui esso nasce (in località Bosco di Dueville) poiché il fiume è il recettore, attraverso il T.
Timonchio, degli scarichi del depuratore di Thiene e del depuratore di Villaverla attraverso la roggia Verlata. Man mano che scende verso valle il fiume riceve le acque di rogge risorgive di
buona qualità che contribuiscono a favorire le capacità autodepurative del fiume e a ristabilire condizioni migliori dell'ambiente acquatico. L'attraversamento della città di Vicenza, gli apporti
di corsi d'acqua inquinati quali l'Astichello e il Retrone, l'entrata dei reflui del depuratore di Casale determinano un ulteriore peggioramento della qualità. A valle di Debba le capacità
autodepurative del fiume favoriscono un leggero recupero dell'ambiente acquatico anche se permangono evidenti fattori di instabilità.
Il sistema Leogra-Timonchio prende origine dal massiccio del Monte Pasubio; buona è la qualità biologica delle acque nel T. Leogra e negli affluenti almeno fino a Torrebelvicino. Da qui a valle
nei periodi di magra il torrente rimane completamente asciutto a causa dei prelievi idrici. Molto buona è la qualità delle acque del T. Timonchio dalle sorgenti fino a Schio; più a valle si
disperde nelle ghiaie alluvionali della pianura e soltanto a Villaverla incomincia ad avere acqua costantemente per l'apporto del T. Rostone che veicola le acque di scarico di un depuratore
consortile. In questo tratto la qualità biologica delle acque è scadente.
Il sistema Astico-Tesina ha uno sviluppo piuttosto ampio; comprende numerosi affluenti nel tratto montano ed altrettante rogge risorgive nel tratto pedemontano.
Nel tratto torrentizio superiore le acque dell'Astico e degli affluenti presentano buone caratteristiche di qualità ad eccezione di brevi tratti impattati dagli scarichi di alcune industrie (nei
pressi di Arsiero). Scendendo verso valle la portata dell'alveo si riduce a causa di fenomeni di drenaggio della conoide alluvionale e dei prelievi che vengono effettuati per scopi industriali ed
irrigui. La qualità biologica dell'acqua risente di tali operazioni idrauliche e l'ambiente acquatico, pur mantenendo condizioni discrete, risulta ecologicamente molto fragile.
A valle di Sandrigo c'è la confluenza del T. Astico e del F. Tesina. Il F. Tesina presenta acque di buona qualità fino a Marola; in questo tratto le comunità di macroinvertebrati sono ben
diversificate e strutturate. A valle di Marola si osserva un peggioramento della qualità biologica per gli apporti di rogge che veicolano acque inquinate (Tribolo, Caveggiara) e per l'immissione
di scarichi civili e zootecnici.
Il T. Tribolo riceve gli scarichi civili non depurati di grossi centri urbani e l'ambiente acquatico è per gran parte del corso d'acqua molto inquinato (IV Classe di Qualità), mentre la Rg.
Caveggiara, nel tratto iniziale, risulta solo leggermente alterata e a valle del centro di Settecà fortemente inquinata (V Classe di Qualità).
Affluente di destra del F. Bacchiglione è il F. Retrone con i suoi affluenti. La qualità biologica delle acque del F. Retrone si presenta in discrete condizioni nella parte superiore del corso; è
alimentato dai torrenti Onte e Valdiezza, entrambe di modesta portata, che non sono soggetti a polluzioni se non quelle determinate dal percolamento dei terreni agricoli e di alcuni piccoli
depuratori.
Avvicinandosi alla confluenza con il Bacchiglione, il F. Retrone attraversa aree densamente abitate, riceve gli scarichi di due impianti depurativi (Creazzo e S. Agostino) e riceve gli apporti di
pessima qualità della Rg. Dioma e Fosso Cordano che attraversano zone fortemente industrializzate drenandone gli scarichi. Nel tratto terminale il F. Retrone presenta un ambiente acquatico
alterato che viene descritto da una IV Classe di Qualità tipica di ambienti molto inquinati.
Il sottobacino del F. Astichello convoglia le acque di alcune rogge risorgive a monte di Vicenza; discreta è la condizione dell'ambiente acquatico nelle parti superiori delle rogge, mentre man
mano che si scende a valle la condizione dell'ambiente acquatico peggiora. Anche il F. Astichello subisce gli effetti negativi di questi affluenti e nel tratto finale la qualità biologica delle
acque presenta una certa compromissione (III Classe di Qualità).
A Nord di Vicenza si sviluppa la zona delle risorgive attorno a Dueville che confluiscono poi tutte nel F. Bacchiglione in punti diversi. La qualità biologica delle acque dei rii è discreta
nonostante l'acqua sia di origine sorgiva; si osservano infatti fenomeni di alterazione causati da scarichi civili ed agricoli. Nella Rg. Feriana l'ambiente è invece compromesso da numerosi
scarichi industriali oltre che dai reflui del depuratore di Caldogno. Nel tratto inferiore della roggia è stata verificata una III Classe di Qualità, tipica di ambienti acquatici inquinati.
Il sottobacino del F. Ceresone drena le acque dei rii della pianura compresa tra Camisano e Vicenza. Complessivamente la qualità biologica delle acque si presenta in discrete condizioni, anche se
sono evidenziabili fenomeni perturbativi dovuti principalmente ad immissione di scarichi di origine organica (probabilmente zootecnici e civili). Affluenti del Ceresone sono le Rg. Armedola,
Moneghina e Tergola. Tutte presentano condizioni discrete dell'ambiente acquatico e solamente il Tergola, che è interessato da scarichi zootecnici e civili, presenta una condizione di leggera
distrofia (III Classe di Qualità) nel tratto compreso tra Marola e Grumolo delle Abbadesse.
Bacino Agno-Gorzone
La qualità biologica delle acque del T. Agno è buona solo nei primi tratti delle sorgenti; già a valle di Recoaro l'ambiente acquatico è compromesso e la condizione di inquinamento (III Classe di
età) permane anche nei tratti a valle fino a che non esce dai confini provinciali.
Ancora peggiore è la condizione degli affluenti Poscola, Acquetta, Reguia e Brendola tutti fortemente inquinati nei loro tratti terminali prima della confluenza con il fiume principale.
L'inquinamento ai quali sono soggetti è di origine civile ed industriale.
Canali della bassa pianura
Nel complesso si osserva che nei tratti sorgentizi l'ambiente acquatico è di buona qualità o presenta al più un leggero inquinamento; nei tratti terminali invece gli scarichi civili ed
agro-zootecnici portano ad una situazione di alterazione evidenziata da una III Classe di Qualità.
Condizioni discrete sono state trovate nello Sc. Liona, Fiumicello, Alonte, C. Ferrara e Debba; condizioni compromesse sono state evidenziate nel C. Bisatto e Sc. Ronego.
In tutto il reticolo idrografico è comunque evidente che il regime idraulico dei canali, soggetto a periodiche variazioni, ha un effetto limitante sulle biocenosi acquatiche.
Bacino dell'Adige
Il T. Chiampo ha acque di ottima qualità dalle sorgenti a Crespadoro, mentre a valle del paese risente degli scarichi civili e zootecnici che determinano una condizione di leggero inquinamento.
La qualità delle acque peggiora ulteriormente dopo l'attraversamento del paese di Chiampo.
Gli affluenti T. Rodegotto e T. Rio non apportano acque pulite: nel primo l'ambiente acquatico è fortemente inquinato nel tratto pedecollinare (V Classe di Qualità), il secondo è interessato da
scarichi civili ed agro-zootecnici che determinano una III Classe di Qualità.
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I metodi
Nel corso delle indagini si è provveduto a raccogliere dati relativamente ai corsi d'acqua della Provincia di Vicenza.
Inizialmente l'indagine è stata svolta nella zona montana (anni 1987, 1988) successivamente è stato eseguito il monitoraggio (anno 1992) e il lavoro si è concluso con gli studi sui corpi idrici
dei territori pedemontano, delle risorgive e della bassa pianura (anni 1993, 1994).
Rilievo parametri morfologici e chimico-fisici
In tutti i corsi d'acqua principali di interesse per la pesca sono stati effettuati dei sopralluoghi preliminari per identificare il percorso e per descrivere sommariamente le principali
caratteristiche dell'ambiente acquatico (larghezza media, profondità media, portata e composizione del fondo). I sopralluoghi veni-vano effettuati, basandosi su tavolette IGM 1:25.000, ogni 1-2
Km di corso d'acqua per individuare i tratti ambientalmente omogenei in cui, successivamente, posizionare le stazioni di rilevamento morfologico. In questo modo sono state visitate circa 350
sezioni.
In un secondo momento sono state posizionate le stazioni per il rilievo dettagliato delle caratteristiche morfologiche e chimico-fisiche. Nella zona montana sono state visitate 233 stazioni di
rilevamento, nella zona pedemontana e di pianura 164.
I parametri morfologici analizzati sono:
Altezza s.l.m. (m): è stata desunta dalle carte IGM 1:25.000
Portata continua durante la maggior parte dell'anno
Stato di morbida o di magra: è definita in rapporto alle condizioni di piovosità stagionale
Portata (l/s): è stata ottenuta dal prodotto dell'area della sezione del fiume per la velocità dell'acqua in una zona ristretta e ad andamento morfologico costante. L'area della sezione del fiume
è stata ottenuta mediante la misura della profondità media di un transetto trasversale al corso d'acqua e della sua larghezza.
Pendenza (m/Km): desunta dalle carte IGM 1:25.000. La pendenza media attribuita ad una stazione è stata ottenuta misurando la variazione altimetrica del tratto di corso esaminato e dividendola
per la lunghezza dello stesso.
Percentuale di cascate: percentuale di superficie del corpo idrico con dislivelli superiori al metro di altezza.
Percentuale di salti: percentuale di superficie del corpo idrico con dislivelli compresi tra 0.5 e 1 m di altezza.
Percentuale di saltelli: percentuale di superficie del corpo idrico con dislivelli inferiori a 0.5 m di altezza.
% di "riffles" (o raschi): percentuale dell'area campionata in cui la superficie del corso d'acqua presenta forti increspature e turbolenze.
% di "pools" (o buche): percentuale dell'area campionata in cui sono presenti buche, cioè zone profonde del corso d'acqua e con velocità di corrente ridotta.
% di "runs" (o correnti): percentuale dell'area campionata con profondità e velocità di corrente abbastanza costanti in cui la superficie non presenta increspature.
Profondità media riffles (cm): ottenuta dalla media di una serie di misurazioni effettuate lungo dei transetti trasversali al corso d'acqua e rappresentativa dei riffles della zona
campionata.
Profondità media pools (cm): ottenuta dalla media delle profondità di tutte le buche osservate nel tratto campionato.
Profondità media runs (cm): ottenuta in analogia a quella dei riffles.
Larghezza massima dell'alveo bagnato (m).
Larghezza minima dell'alveo bagnato (m).
Larghezza media dell'alveo bagnato (m) approssimata al centimetro e rappresentativa del tratto esaminato.
% di massi: percentuale del fondo coperto da materiale con diametro superiore a 350 mm.
% di sassi: percentuale del fondo coperto da materiale con diametro compreso tra 100 e 350 mm.
% di ciottoli: percentuale di fondo coperto da materiale con diametro compreso tra 35 e 100 mm.
% di ghiaia grossa: è la percentuale del fondo coperta da materiale con diametro compreso tra 32 e 64 mm
% di ghiaia media: è la percentuale del fondo coperta da materiale con diametro compreso tra 8 e 32 mm
% di ghiaia fine: è la percentuale del fondo coperta da materiale con diametro compreso tra 2 e 8 mm
% di sabbia: percentuale di fondo coperto da materiale con diametro non superiore a 2 mm e sedimentabile in breve tempo se posto in sospensione.
% di limo: è la percentuale del fondo coperta da materiale con diametro compreso tra 0.0039 e 0.0625 mm
% di argilla: è la percentuale del fondo coperta da materiale con diametro inferiore a 0.0039 mm
Omogeneità in larghezza (0-5): il valore aumenta con l'aumentare della costanza della larghezza del tratto esaminato.
Velocità di corrente (m/s): 0= corrente nulla; 0.1-0.2= corrente lenta; 0.2-0.4= corrente medio-lenta; 0.4-0.6= corrente media; 0.6-0.8= corrente medio-forte; ·>0.8= corrente forte.
% di copertura vegetale del fondo: percentuale di superficie del letto del corso d'acqua coperta da macrofite acquatiche o alghe.
% di foglie sul fondo: esprime in percentuale la copertura del fondo occupata da foglie morte
Ombreggiatura (0-5): indica la parte di superficie del corpo d'acqua in ombra per la maggior parte della giornata. Il valore aumenta con l'aumentare della porzione di superficie in ombra.
% di copertura ripale: esprime in percentuale la superficie delle rive occupata da vegetazione arborea
fusti ripali: è il numero di fusti di alberi presenti nel tratto esaminato
Antropizzazione (0-5): indica l'impatto antropico sul corso d'acqua sia per quanto riguarda gli scarichi che per le varie opere di irregimentazione (briglie, arginature etc.). Il valore aumenta
con l'aumentare dell'alterazione di origine antropica.
Temperatura dell'acqua (°C): (approssimazione: 0.1°C) misurata con un termometro digitale Hanna Instruments.
pH: misurato con pH-metro portatile Hanna Instruments.
Conducibilità (microSiemens): rilevata mediante l'uso di un conduttimetro portatile Hanna Instruments.
Alcalinità (meq/l)
Durezza totale (mg/l CaCO3)
Durezza del calcio (mg/l CaCO3)
Durezza del magnesio (mg/l CaCO3)
Le metodologie usate per eseguire le analisi chimiche sono quelle stabilite dall'IRSA di Roma (CNR).
La stazione di rilevamento era costituita da un tratto di corso d'acqua della lunghezza di 80 m.
La larghezza media veniva calcolata sui valori di larghezza dell'alveo misurati ogni 20 m; la profondità media era calcolata sulle profondità misurate in cinque punti di transetti trasversali al
corso d'acqua individuati ogni 20 m. La composizione in percentuale del fondo è data dalla media della composizione in percentuale del substrato misurata su tratti di 10 m all'interno della
stazione di rilevamento.
Scelta delle stazioni per i campionamenti ittici
Per individuare le stazioni in cui effettuare i campionamenti ittici si sono utilizzati 27 dei 41 parametri ambientali misurati nelle stazioni di morfologia; questi sono stati rielaborati
statisticamente mediante una tecnica di analisi multivariata detta "Analisi dei Cluster".
In questo modo è possibile raggruppare gerarchicamente le stazioni di rilevamento con caratteristiche morfologiche simili tra loro; all'interno di ogni gruppo si sono quindi scelte le stazioni in
cui effettuare i campionamenti ittici.
Tale approccio metodologico permette di limitare il numero di campionamenti ittiofaunistici, oggettivamente molto impegnativi, ad un numero limitato di sezioni appartenenti allo stesso
raggruppamento.
Dal punto di vista operativo, inoltre, è risultato conveniente effettuare le elaborazioni statistiche per singolo bacino idrografico nella zona montana, mentre nella zona pedemontana e di pianura
si sono suddivisi i corsi d'acqua in due raggruppamenti in funzione della larghezza media maggiore o minore di 7 m (vedi cluster).
Campionamenti dell'ittiofauna
Nella zona montana sono stati effettuati 107 campionamenti quantitativi in 62 stazioni, nel monitoraggio del 1992 sono stati eseguiti 37 campionamenti quantitativi in 35 stazioni sempre nella
zona montana, mentre sono stati effettuati 98 campionamenti quantitativi e 29 campionamenti qualitativi dell'ittiofauna nella zona pedemontana, delle risorgive e della bassa pianura. In
quest'ultima, nel periodo compreso tra Marzo 1993 e Aprile 1994 in 50 stazioni sono stati effettuati due campionamenti, in 14 stazioni un solo campionamento e in 2 stazioni 10 campionamenti con
cadenza mensile.
Tutti i campionamenti dei corsi d'acqua sono stati effettuati mediante elettrostorditore a corrente continua pulsata e voltaggio modulabile (0.3-7 A, 150-380 V).
I dati raccolti sono stati inoltre integrati dalle informazioni ricavate dai responsabili delle Associazioni di pesca.
Nel Lago di Fimon sono state organizzate delle pescate con reti a maglie diverse e tramagli per poter identificare con maggior precisione la composizione in specie del popolamento ittico dato che
la pesca elettrica presenta dei limiti di capacità di cattura nelle acque profonde. Sono stati comunque campionati gli ambienti ripali a bassa profondità con lo storditore elettrico lungo il
perimetro lacuale.
Struttura e dinamica delle popolazioni ittiche
a) Densità di popolazione
Stime della densità di popolazione sono state ottenute con il metodo dei passaggi ripetuti (Removal method). Poiché per ogni passaggio si preleva una parte della popolazione, la stima del numero
totale (N) degli individui presenti nel tratto esaminato si ricava dalla formula di Moran-Zippin
b) Produzione
E' stata calcolata, ove possibile, la produzione ittica (P) nelle popolazioni naturali di salmonidi. Sia per il coefficiente di mortalità (Z) che per il tasso di accrescimento (G) si è applicato
il modello esponenziale:
c) Accrescimento.
L'età delle specie ittiche di interesse per questo studio è stata determinata sulla base dell'analisi delle scaglie prelevate in ogni stazione ad un sottocampione degli individui catturati.
Questa metodologia per la determinazione dell'età è ampiamente utilizzata e verificata per i salmonidi. Le curve teoriche di accrescimento in lunghezza sono state ricavate secondo l'espressione
di von Bertalanffy (VBGE)
Le metodiche di studio utilizzate sono quelle riportate nella Carta Ittica relativa alla zona montana alla quale si rimanda. Per ciò che riguarda la costruzione delle curve di accrescimento
(VBGE) delle specie, si sono utilizzati i dati di età e lunghezza raccolti in ambienti omogenei.
Pressione di pesca
Per raccogliere informazioni sul prelievo effettuato dai pescatori si è operato con due sistemi differenti a seconda delle zone da studiare. Nei corsi d'acqua gestiti per concessione dalle
Associazioni ed in cui è regolamentata la pesca delle trote, si sono utilizzati i dati dei tesserini che i pescatori devono compilare quando si recano nei fiumi. Per ogni Concessione di pesca
sono stati analizzati circa il 15% dei tesserini compilati nella stagione di pesca. Si sono ottenute informazioni dettagliate sul numero di catture medio a pescatore (a stagione e ad uscita), il
numero di uscite medio (a stagione e mensile) e tutti quei dati utili a definire le abitudini del pescatore.
Nelle zone di pianura, dove i pescatori non sono obbligati a compilare tesserini, si è utilizzato come metodo il controllo diretto dei cestini dei pescatori. Sono stati individuati dei tracciati
lungo i principali corsi d'acqua che venivano percorsi periodicamente per verificare il tempo di pesca, l'esca utilizzata e il pesce catturato.
La rielaborazione di questi dati ha consentito di meglio conoscere le abitudini dei pescatori e ottenere delle informazioni sulle specie e sulle quantità pescate.
Nella provincia di Vicenza fino al 1994 operavano soltanto tre pescatori professionisti che esercitavano a tempo determinato l'attività. I dati relativi alle catture annuali sono stati ricavati
attraverso colloqui diretti con gli interessati.
Qualità biologica delle acque
Di un certo interesse per la gestione della fauna ittica dei corsi d'acqua sono le informazioni relative al loro stato di salute "biologico". I dati riportati per i vari bacini relativamente alla
qualità biologica sono quelli derivanti dal "Mappaggio della qualità biologica dei corsi d'acqua superficiali della Provincia di Vicenza" sviluppato dal Dipartimento Agricoltura, caccia e pesca
(anni 1987/88) e dal Dipartimento Ecologia (anni 1990/91) della Amministrazione Provinciale di Vicenza.
Fonte "Provincia di Vicenza"
Associazione
Pesca Sportiva
a Spinning

